'Calpestiamo la Guerra'

Erano strumenti di propaganda politica che inneggiavano alla ribellione contro le forze occupanti in Afghanistan. Ora questi tappeti sono diventati il simbolo di 'Calpestiamo la guerra', una campagna di pace che è approdata a Expo Milano 2015 con una mostra organizzata dall'Associazione CooperAction, attiva nella cooperazione internazionale. Esposti a Cascina Triulza fino al 24 agosto, una ventina di questi tappeti, alcuni dei quali effettivamente calpestabili (senza scarpe perché si tratta comunque di oggetti di pregio) in un'ideale azione di rifiuto contro la violenza.

I tappeti rappresentano immagini di guerra - armi, bombe, bazooka e carri armati - anche in raffigurazioni geometriche e stilizzate che rendono i soggetti quasi irriconoscibili. Un messaggio molto presente, veicolato in oggetti di uso comune in Afghanistan, come i tappeti utilizzati per la preghiera o l'arredamento. Comparsi durante il periodo di influenza Russa nel Paese, questi manufatti raccontano spaccati di storia, ed è possibile individuare messaggi rivolti prima contro i Russi e poi contro gli americani.

'Calpestiamo la guerra' è un progetto volto a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla situazione socio-politica ed economica dell'Afghanistan, stremato da più di 30 anni di guerra, e sulla condizione della sua popolazione. L'iniziativa si pone l'obiettivo di denunciare lo stato d’assedio e di guerra nel Paese asiatico, ponendo particolare attenzione allo sfruttamento dei bambini impiegati per annodare tappeti di guerra, in un ambiente che lascia un forte segno sulla loro psicologia.

"Energia per la vita: vuol dire anche poter vivere una vita dignitosa, sicura, lontana da tragedia, violenza e sangue - spiega Silvia Bolchi, responsabile del programma culturale e vicedirettore di Cascina Triulza, parlando della mostra-. Per i bambini significa anche poter crescere in un ambiente in cui nessuno ti passa messaggi così distruttivi. In questi tappeti non vi è un messaggio artistico ma solo politico".

Prima di essere portata a Expo Milano 2015, la mostra itinerante era a Vanzago (MI) e si sposterà a Concorezzo (MB), entrambi appartenenti alla rete "Pace in Comune" che raccoglie alcuni paesi impegnati nella diffusione della pace.

 

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